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1月2日 BUON ANNOE ADESSO?....
luci spente, giostra ferma, freddo cane in questa palude.....Roma ieri era bellissima, io e carolina pedaliamo giù dal gianicolo sotto un cielo azzurro con un anno tutto nuovo da scartare come un pacco di natale....nelle orecchie Lui mi dice BUONANOTTE ALL'ITALIA, io invece gli dò il buongiorno, mi rendo conto davvero di quanto questo paese sia bello e terribile allo stesso tempo ma oggi mi sembra di vedere solo le cose belle, voglio vedere solo le cose belle , per le brutte aspetto il solito telegiornale....ma NIENTE PAURA..ci pensa la vita...mi han detto così....
la mia pacca sulla spalla è li a farmi compagnia, mi ripassano davanti suoni, luci, baci e abbracci di un anno col 7 tutto alteza dei sogni che avevo e che si sono prepotentemente realizzati.....altri 100 aspettano da qualche parte..ma non ho fretta....mi basta chiudere gli occhi e buttarmi nel mezzo, sono tutti buoni.....forse ridicoli ma sono i MIEI SOGNI so dove andarli a cercare quando ne ho bisogno....
5月26日 il mio senso della vitaCi son macchine nascoste e, però, nascoste male
5月23日 23/5/1992 - 23/5/2007 "si muore perchè si è soli"Un uomo fa quello che è suo dovere,
quali che siano le conseguenze. gli ostacoli, i pericoli.
Questa è la base di tutta la moralità
Giovanni Falcone 5月22日 il mio credoCredo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
4月14日 NELL'ARCHIVIO DELLA MIA COSCIENZAera il 1973, cavolo questa canzone ne ha di anni....ed anche di significati....
qualche sera fa ALL MUSIC ha dedicato un mono a Renato Zero,
lo direste mai che sono stata una "sorcina"?....eh gia....i concerti di renato zero sono stati i miei primi momenti dal vivo con la musica, la prima volta che entravo sotto il magico tendone di zerolandia, le prime file alle due del pomeriggio per un concerto che iniziava alle nove di sera, la prima volta sotto ad un palco,
avevo compagne di classe che si vestivano come Renato e venivano a scuola con paillettes e lustrini, i diari erano tappezzati dalle foto, frasi, i poster sul muro, insomma il bagaglio da sorcina ce l'avevo e l'ho portato dietro x un bel pò, rivedere gli spezzoni di quei vecchi concerti è stato molto emozionante.
le canzoni di Renato diversamente dagli altri cantautori rappresentavano davvero il sogno, magari dei suoi testi allora non ne capivo bene il senso, però devo riconoscere che al di la della sua teatralità per me oggi un pò esagerata, Renato Zero è stato l'unico 30 ani fa a stravolgere le coscienze, a parlare di argomenti al limite della trasgressione, a scoperchiare pentoloni scomodi di tabù puzzolenti ed ipocriti, lo ha fatto a modo suo remando contro a tutte le mode di quel periodo, ma credo sempre con molta sincerità, ha creduto in quello che cantava, nelle parole che si metteva in bocca non solo per fare spettacolo, lo faceva con il volto truccato mettendosi una maschera che non sempre voleva dire nascondersi.
I suoi album continuo a comprarli, ai concerti vado ancora, il colpo d'occhio dello stadio Olimpico di Roma illuminato solo dagli accendini e strapieno fino a scoppiare l'ho visto solo con lui, Roma è il suo palcoscenico da sempre; oggi i suoi concerti sono diversi, sempre spettacolari ma musicalmente secondo me, troppo "pieni di orchesta, di archi....
Renato Zero è lontano dalle emozioni e dallo stravolgimento che ho conosciuto con la musica di Luciano, ma tutti e due hanno in comune la stessa coerenza e soprattutto il grande rispetto e la generosità con il loro pubblico così diverso e quindi UNICO! sogni diversi ....ma sempre SOGNI....
"....dammi una stella che non sia solo un satellite ma la stella mia, dimmi che ancora crescerò anche se sono di latta i sogni che ho...."
3月11日 IL MIO EROE BUONO....Da sempre Paul Newman è il mio attore preferito, il mio eroe buono, e non sono stati i suoi magnetici occhi azzurri ad incantarmi fin dall’età di 6 anni, ne il suo sorriso sornione da figlio di buona donna ma soprattutto la sua grande e semplice “personalità”, ho imparato ad apprezzare la sensibilità che traspariva dai suoi personaggi, dal suo recitare senza fronzoli, dalla sua grande umanità, dalle sue dolorose vicende private come la perdita di un figlio morto per overdose, dal suo esser semplicemente un “marito” in un ambiente falsamente luccicante come la Hollywood degli anni 50 e 60, ma lui è rimasto saldamente attaccato al suo ruolo principale : quello di essere semplicemente un UOMO e mai un DIVO ha fatto del suo talento la sua professione, il mezzo per comunicare con la gente ed alla gente, insomma quello che spesso si definisce l’uomo della porta accanto (e magari ad avercelo un inquilino così……) liberale convinto in lotta da sempre contro il nucleare, è un fervente difensore dei diritti dell’individuo ma critica i sindacati per aver favorito il lassismo produttivo tra i lavoratori, cioò che più lo indigna in politica è la frode, e chi governa con falsa personalità, dice: “ io ho cercato di recitare Shakespeare e avrei potuto cavarmela ma non l’ho fatto perché non avevo i requisiti necessari, Ronald Regan sapeva di non essere in grado di comprendere concetti economici e strategici ma si è presentato ugualmente alla presidenza come candidato, ….insomma io So di recitare quando “recito”……
quello che riporto di seguito sono stralci di una delle sue “rare” interviste.
“ e’ una vita ben strana se ci si sofferma a pensarci, stasera sul set mi sentivo veramente debole, spesso mi chiedo se la celebrità sia importante, se la gente ti dice che hai potere ma tu non ti senti potente allora questo potete a cosa serve? se tutti ti dicono che ti sei realizzato ma tu non ti ci senti che senso ha, dannazione…. Se ti dicono che sei un bravo amante ma tu non credi di esserlo, sono tutte cose inventate niente a che vedere con la realtà, rafforzano solo l’opinione che hai di te, cioè di non essere altro che un accumulo di caratteristiche prese qua e la dai personaggi che interpreti, poi però si è costretti a rifugiarsi in un angolo per 15,20 minuti e ripetersi …io non sono così, io non sono questo o quello, devo solo comportarmi come loro per qualche ora al giorno, poi posso tornare a casa ed essere come prima, cioè un uomo baciato dalla fortuna e non c’è nessuna luce particolare da intravedere in questi occhi azzurri……” “ Non si immagina nemmeno quanto si possa essere stronzi in questo mestiere…..” Se gli si fa notare la sua mancanza di arroganza dice: “ forse è una forma di falsa modestia, non mi sento un eroe solo perche so sbattere bene i miei occhioni azzurri..tutte cavolate, non sono una divinità ho commesso anche io i miei errori come tutti, mi sono comportato male, ma immagino faccia parte del crescere , quando non ci si rende conto di cosa ci stia accadendo, ho passato momenti duri ma mi pare di averli superati in un modo o nell’altro, C’è una certa irrequietezza in me, un’insoddisfazione prontamente confessata, a tutti sembra che io mi stia divertendo molto e in effetti è così, ma vorrei divertirmi ancora di più, sono di un perfezionismo esasperante, nel lavoro non sono felice perché non lo farò mai abbastanza bene, non sarò mai un bravo genitore o un grande amante, o uno straordinario pugile o un astronauta, tutte queste cose mi mancano, considero la felicità un dato solo relativo, mi sveglio in piena notte per rileggere brani di discorso, per ripensare alle scene, smonto pezzo per pezzo come macchine i film precedenti, ti svegli, (dice) ti trucchi e questo ti fa sembrare più pulito più bello o più sicuro, comunque diverso da come sei nella realtà, dal momento in cui metti piede sul set la gente comincia a girarti intorno per cambiarti, ti fanno indossare abiti che non metteresti mai ti fanno pronunciare frasi che non diresti mai con una voce che non useresti mai ad una cena. Dal momento in cui mi sveglio provo un vero senso di delusione, so che dovrei essere consapevole della mia fortuna in tutti i campi ma al di fuori di questo rimane quel terribile senso di colpa per il fatto da fare qualcosa di ingannevole,per il fatto di essere un adulto che si comporta come un bambino con giochi da bambino, perché i migliori attori sono bambini….”
parlando delle corse automobilistiche…sua grandissima passione…
“ il rischio di morire durante una corsa….ho una certa esperienza, questo mio hobby può sembrare avventato ma non lo è, la morte ti raggiungerà in ogni caso, io sto cercando di trovare una certa serenità e la raggiungo così, il solo posto dove mi sono sentito a mio agio è l’automobile, non credo nell’aldilà ognuno deve costruirselo qui in terra, inferno o paradiso che sia, tutto è finzione, m se guardi in fondo ai tuoi pensieri, immagini che morirai e qualcuno in quel momento dirà ”tagliare”…. e allora ti rialzerai e ricomincerai da capo…..”
Sul suo matrimonio la frase più famosa è la seguente: TROVO ASSURDO ANDAR FUORI A MANGIARE UN HAMBURGER QUANDO E’ POSSIBILE MANGIARE IL FILETTO A CASA……….
Sul suo invecchiare riporterà sempre una frase di Bette Davis….. INVECCHIARE NON E’ ROBA DA RAMMOLLITI
Paul Leonard Newman
3月10日 LA LEGGENDA DI NUVOLA FRESCALa leggenda dei dream-catchers è una tra le più belle e suggestive della cultura indiana, narra di una bambina indiana il cui nome era Nuvola Fresca che un giorno racconto impaurita a sua madre, Ultimo sospiro della sera, i sogni-incubi e le visioni che di notte faceva. Gli indiani conservano il loro acchiappasogni per tutta la vita... con gli anni il suo potere si accresce e con esso anche la capacità di proteggere il suo possessore e realizzare i suoi sogni.
IL MAL DI CORREGGIOSpiegare che cos’è per me l’Emilia non è facile anche se dentro di me è tutto molto chiaro, far capire il sentimento che mi lega a questa terra non è un impresa semplice, e non so nemmeno io perchè lo tiro fuori ora, ma sento che devo farlo. Il mio sentire è fatto di ricordi d’infanzia, delle mattine con il nonno ai giardini Margherita quando si usciva da casa con in mano una busta di pane secco da portare ai daini, perché allora quando ero piccola io, il pane vecchio non lo si buttava, lo si grattugiava per passatelli e cotolette , e per me era la “pappa” per i piccioni di Piazza Grande, a Bologna ho avuto il mio primo a grande amore, Sandro, un ragazzino adorabile con qualche lentiggine ed un sorriso spaziale che trascorreva con me le vacanze a Riccione, ogni anno ci davamo un nuovo appuntamento per l’anno successivo, l’inverno ci si vedeva a Bologna quando mia mamma andava a trovare la sua, poi gli anni sono passati e noi ci siamo persi; un bel pò di anni fa ci siamo rivisti ed il ricordo del suo saluto a distanza di tempo mi fa ancora sorridere…MA IO E TE NON DOVEVAMO SPOSARCI ???........ Ricordo il forno dello Zio Pippo a Portomaggiore, vicino a Ferrara, l’odore del pane ancora da sfornare, i sacchetti pieni di raviole e di ragnini, lo zio Pippo in realtà si chiamava Libero, quel nome era il biglietto da visita di un pezzo di storia, di una Bologna liberata dopo mesi passati sulle montagne al freddo della guerra, con la speranza che quel freddo passasse al più presto e che il caldo della libertà riscaldasse i cuori di tutta l’Italia, i ricordi ora sembrano accavallarsi si confondono fra loro, mi vengono davanti volti e persone che oggi non ci sono più ma Bologna è ancora nei miei sogni, sotto un cielo azzurro fra un portico e l’altro, la sogno con i volti delle persone conosciute ultimamente, la sogno a occhi aperti girando in bici per una città che sta su 7 colli dove la bicicletta è senza dubbio il mezzo più scomodo da tenere sotto al sedere, Bologna è il rosso delle case, dei casolari di campagna, è l’odore delle botteghe del centro, la muffa della cantina dove Nonno Nino andava a prendere il vino, Bologna è la festa della madonna di San Luca dove si comprava il croccante, i brigidini, e la liquirizia, Bologna è la piazzola, Bologna è il gatto di Tamburini con i suoi 20 chili di peso, Bologna è l’Emilia, è la terra di Luciano che ho amato da subito per 2 grandi motivi, per come mi parlava e perché è figlio di quella terra. Bologna mi manca fisicamente, mi manca il suo abbraccio, il suo parlare pieno di esse, la sua gente cordiale, il suo clima terribile, la sua afa, il suo freddo, la sua nebbia, il suo silenzio. Amare Luciano Ligabue vuol dire amare Correggio e di quel posto io mi sono ammalata, una malattia dolce e struggente che mi prende ogni volta che devo andare via perché anche se non ci vivo io sento nelle viscere di appartenere a quella terra, sento che il mio star bene viene solo da lì, e non è solo per Luciano, Lui ha solo riattaccato quel cordone ombellicale perso troppo tempo fa, cantando e raccontando di odori e di umori che gia avevo dentro. e' grazie a Lui che ho conosciuto quel Borgo, lo avevo letto ne avevo sentito l'odore a distanza, e quando per la prima volta ho camminato sotto i suoi portici e con la bici mi sono immersa nella sua atmosfera il sangue ha cominciato a scorrere all'indietro, Mi manca la mia Emilia, e lo grido forte che è “MIA” per il bene che le voglio, per le persone che ci vivono, per tutta la musica che ho imparato ad amare proprio grazie a Lei.
1月7日 il primo sette di un anno col sette.....è iniziato un anno che si preannuncia carico di belle novità vista la presenza del numero 7....e per noi ingordi questo numero ha il suo bel siginificato.....E ALORA? .... prendo in prestito la frase nata dalla testa sempre in movimento di Daniela e auguro a TUTTI MA PROPRIO TUTTI
BUON DUELIGASETTE!!!!!!!
12月25日 Teatro Valli Reggio Emilia...ultimo giro sulla grande ruotala conclusione di un tour da capogiro, di un anno fantastico che non avrei mai pensato di "vivere" per quello che davvero significa questa parola. il concerto di Reggio aveva molti motivi per essere vissuto primo il fatto che era per beneficenza, e quando una persona come Luciano si dedica ad un progetto importante come le iniziative umanitarie scelte per queste serate, non si può davvero mancare. Un appuntamento al quale la ligachannel family ha partecipato generosa ,come sempre ingorda di emozioni e di voglia ,quella bella voglia che ci ha tenuto insieme per 11 lunghissimi mesi, adesso questi mesi sembrano volati in un attimo ma ripensando a tutte le date dei concerti che ho visto, a tutte le persone conosciute quest'anno, ai viaggi, agli incontri, ai nostri raduni, alle nostre serate cover, a tutte le email giornaliere, posso dire davvero di un anno vissuto attimo per attimo, in modo vero ed intenso, assaporato come un buon bicchiere di lambro. è stata la notte di capodanno, tutti insieme dentro al teatro e fuori in piazza con il naso all'insù mentre i fuochi d'artificio illuminavano il cielo di Reggio, quando le ultime note di certe notti hanno chiuso, per ora, questo bellissimo capitolo del libro d'oro.... Ora certe luci sono spente o meglio sono solo un pò più basse, adatte a quella penombra che serve giusto un pò per riposare, per stare in famiglia, per riprendere certi spazi lasciati forse un pò troppo da parte, e poi .....poi l'augurio che tutti ci facciamo e nel quale tutti ci siamo stretti è che presto saremo di nuovo in pista, pronti e ingordi per altri giri. Il sorriso di LUCIANO a Correggio il 23-12 è la firma su questi auguri, sulle nostre braccia spalancate sempre pronte a prendere tutto il meglio che c'è. Grazie a tutti VOI amici di ligachannel e della Family per le emozioni, l'affetto, i sorrisi che mi avete regalato in questo 2006.
11月12日 Frida Kahlo ......."Il surrealismo è la magica sorpresa di trovare un leone nell'armadio dove si voleva prendere una camicia.."La vita e le opere della pittrice messicana Frida Kahlo continuano ad esercitare un grandissimo fascino artistico e un forte impatto emotivo. Molto probabilmente questa donna coraggiosa sarà ricordata come la più grande pittrice surrealista del Novecento. Visse appena 47 anni in uno dei paesi più belli del mondo, il Messico, e la sua passione fu la politica: comunista dichiarata prese parte a tutte le lotte pacifiche e i fermenti a difesa dei molti oppressi e poverissimi della grande nazione centroamericana. il nome originario era Frieda, di origine tedesca discende dalla parola Fried che significa ' pace ' e che lei, da adulta, cambiò in Frida per contestare la politica nazista della Germania, a sei anni si ammalò di poliomelite e questa malattia, per cui allora non esisteva il vaccino, le diede problemi al piede destro. A 17 anni Frida ebbe un terribile incidente era su un bus che si scontrò con un trenino, fra i tanti morti e feriti la più grave fu Frida che per mesi restò in ospedale tra la vita e la morte Le conseguenze di questo incidente la tormentarono per tutta la vita, subì circa trenta interventi chirurgici, e provò sofferenze indicibili. Nonostante questo Frida amò appassionatamente la vita e seppe trovare la sua strada: la pittura. Si dedicò con passione alla pittura e nonostante il dolore fisico e psichico dei postumi dell'incidente continuò ad essere una ragazza ribelle, anticonformista e vivacissima come era stata prima. Una foto di famiglia la ritrae abbigliata come un ragazzo, con i capelli neri cortissimi e un'aria scanzonata..non doveva essere ' facile ' nel centro America degli anni Venti abbigliarsi in modo tanto inusuale.. L'impatto con i quadri di Frida dal vivo è immenso, forte, molte opere autoritratti, ho avuto modo di vederli per la prima volta alla TATE MODERN GALLERY di Londra l'anno scorso, ti entrano negli occhi e ti si attaccano addosso come una seconda pelle. A chi le chiese perché ritraesse soprattutto se stessa rispose: " Dipingo me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio, nell'autoritratto " Il tempo vola " del 1929 è netto il richiamo alle sue origini indios: indossa la collana pre-colombiana che ha in una nota fotografia che le scattò nel 1931 Imogen Cunningham. In " Autoritratto con collana " (1933 ) Frida ha un'aria quasi sorpresa, ironicamente si dipinge con le sopracciglie folte e ravvicinate e con una lieve peluria sul labbro superiore quasi a voler sfidare gli stereotipi della donna levigata, truccata e hollywoodiana della sua generazione. Costretta a portare un busto d'acciaio dipinse " La colonna rotta " in cui rappresentò il suo stato. Nel quadro il dolore non è solo fisico ma anche spirituale e i chiodi che le trafiggono il volto fanno immediatamente pensare ad una crocifissione. Nel '46 si ritrasse come un cerbiatto ferito, metà donna, metà cerbiatto, Forse nessuna pittrice ha saputo rappresentare con tanta grazia e pudore l'amore tra due donne come Frida nell'opera " Due nudi nel bosco " ( 1951 ) dedicata all'amica e famosa attrice messicana Dolores Del Rio: nel quadro Frida è seduta e accarezza il collo di una giovane donna che invece è distesa e appoggia delicatamente la testa alla sua gamba. Il paesaggio è sospeso tra cielo e terra, magico e primordiale. Per tutta la vita Frida e il marito Diego Rivera lottarono in difesa degli oppressi e undici giorni prima di morire volle recarsi ad una manifestazione contro la caduta in Guatemala del governo democratico di Jacobo Arbenz Guzman, caduta provocata dalla Cia statunitense. Una foto la ritrae con uno sguardo intenso in mezzo a tanta gente. Le ultime parole scritte sul suo Diario sono state: "attendo con gioia la mia dipartita ...e spero di non tornare mai più...Frida " Il 13 luglio 1954, pochi giorni dopo aver compiuto 47 anni, Frida morì. le sue ceneri si trovano oggi in un recipiente precolombiano nella "Casa Azzurra", lasciata in eredità al popolo messicano come museo e meta di migliaia di visitatori, è rimasta intatta, una casa meravigliosa semplice e bellissima, con muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore come la sua proprietaria: Frida Kahlo.
perchè LUCIANO LIGABUE.....Ho iniziato ad ascoltare musica presto, con una grande attrazione verso i cantautori italiani, sono cresciuta con BATTISTI, DE ANDRE', DE GREGORI, DALLA, VENDITTI, BENNATO, GUCCINI, IVAN GRAZIANI, BERTOLI, da subito questi sono stati quelli che per primi hanno forgiato i miei gusti musicali e per certi versi anche politici, poi ho cominciato come tutti ad ascoltare musica straniera diciamo rock anche se non del più duro. ma dal momento che quando canto, mi piace sapere cosa canto quindi capire il senso delle parole che mi metto in bocca, ho sempre preferito la musica italiana, 20-25 anni fa internet non c'era e non è come oggi che per tradurre una canzone bastava spingere un tasto, allora te le dovevi tradurre riga per riga, con la nostra canzone d'autore era tutto molto più semplice, capivo il senso di quello che sentivo e che ricantavo, e la cosa ha cominciato a piacermi da subito. Se proprio devo metterli in ordine il mio preferito è sempre stato Lucio Battisti, a seguire Lucio Dalla, Francesco de Gregori, Fabrizio De Andrè. Nel 199O sento per la prima volta NON E' TEMPO PER NOI mi piace, ma del cantante non so niente, so come si chiama e da dove viene ma niente di più, però il testo di quella canzone mi entra subito dentro, trovo quelle parole di una semplicità e al tempo stesso di una verità incredibile, poi ascolto le altre canzoni di quella "cassetta" allora avevo solo cassette....mi piacciono tutte ma ancora non succede niente...... Nell'estate del 1992, con il secondo album gia uscito da 1 anno che gia sentivo, SCOPPIA LA PASSIONE!! nel viaggio in macchina da Roma a Brunico non faccio altro che mettere e rimettere quella cassetta, e mi rendo conto che la sto ascoltando attentamente per la prima volta, mentre la macchina va sull'autostrada ed i panorami delle varie regioni cambiano sotto i miei occhi, entro dentro al testo di quelle canzoni e ricordo perfettamente di come Luciano da quel momento è entrato con la sua chitarra a tracolla ed i suoi stivali dentro la mia vita., "SENZA CHIEDERE IL PERMESSO" .....Da quell'anno sento necessità di saperne di più, comincio ad informarmi su di Lui cerco di conoscerlo meglio attraverso le sue interviste e le recensioni dei suoi concerti, compro subito ogni album che esce fino all'estate del 97 ,quando finalmente ho la possiblità di vederlo in un concerto. ROMA STADIO OLIMPICO, il concerto del BAR MARIO, se chiudo gli occhi ha ancora davanti l'immagine di quella spina gigantesca che magicamente dà corrente ad un sogno pieno di rock e di emozioni, salgo su quella giostra e non ne scendo più. E' così che Luciano Ligabue con la sua energia piena di semplicità, la sua mente pulita, i suoi testi, la sua musica , il suo modo unico di comunicarmi sempre qualcosa e soprattutto con la sua grande generosità nel donare emozioni, è una costante della mia vita. 10月29日 perchè MAFALDA.........Correva l’anno 1964 e la Beatlesmania si diffondeva ai quattro angoli del pianeta quando uno sconosciuto disegnatore argentino Joaquín Salvador Lavado Tejón, in arte Quino, azzeccò un po’ per caso, un po’ per talento, il personaggio destinato a renderlo celebre, la terribile Mafalda, bimba protestataria ante litteram, che in Italia sarebbe arrivata solo nel 1969 grazie alla casa editrice Bompiani, che pubblicò il libro Mafalda la contestataria con tanto di introduzione di Umberto Eco. Quino, nato il 17 luglio 1932 nella regione di Mendoza, cominciò a disegnare giovanissimo sulle orme dello zio Joaquín Tejón, noto pittore e grafico pubblicitario: abbandonata la scuola di Belle Arti prima del diploma, con l’entusiasmo dei diciotto anni Quino si trasferisce a Buenos Aires per sfondare come cartoonist ed umorista. Dopo cinque anni di anonimato Quino esordisce nel 1954 sulle colonne del settimanale di Buenos Aires “Esto es”: non è che l’inizio di un duraturo successo che premierà i suoi disegni satirici tra Sudamerica ed Europa, ma l’occasione della vita si concretizza proprio grazie a Mafalda, un personaggio nato su commissione per una campagna pubblicitaria poi abortita. Quino entrò infatti in contatto con Agens Publicidad, in cerca di un disegnatore capace di creare un fumetto che fosse una “via di mezzo tra Blondie e Peanuts” per il lancio pubblicitario della linea di elettrodomestici chiamati Mansfield – e per questo il nome dei personaggi doveva cominciare con la M, come Mafalda, appunto –. La Agens Publicidad non realizzò la sua campagna, ma con le strisce realizzate per l’occasione Quino pochi mesi dopo mise a punto Mafalda, il personaggio che gli avrebbe aperto le porte della celebrità. La bimba dai capelli corvini che odia profondamente la minestra, più che la classica ragazzina terribile in stile fumettistico, desta attenzione ed intriga i lettori in quanto critica osservatrice della realtà, assai in ansia per i mali che affliggono il mondo e spesso autrice di riflessioni capaci di suscitare non poche perplessità negli adulti circostanti. Intorno a Mafalda figurano coetanei latori di diverse attudini: il rozzo Manuelito è il figlio del droghiere, materialista e molto attaccato ai soldi, l’ingenuo Miguelito è un inguaribile ottimista, il timido Felipe un sognatore cronico, mentre Susanita un’aspirante mamma in erba Le strisce di Mafalda debuttarono sul settimanale di Buenos Aires “Primera Plana” il 29 settembre del 1964, per passare sulle pagine del quotidiano “El Mundo” il 9 marzo del 1965: il fatidico passaggio segna l’inizio del sempre più vasto successo di Mafalda, che valicò i confini dell’Argentina per diffondersi in tutto il continente e poi contagiare anche l’Europa. Nonostante la radicata fama internazionale nel 1973 Quino fu anche capace di prendere la sconcertante decisione di abbandonare le strisce del fortunato personaggio per dedicarsi ad altri progetti. Da allora Mafalda, pur continuando ad intrigare i numerosi lettori, è stata ‘soltanto’ protagonista di fortunate ristampe e di prestigiose campagne sociali, come ad esempio per l’Unicef. Nel 1993, la società iberica D.G. Producciones S.A., in coproduzione con Televisiones Españolas, rinverdì i fasti di Mafalda producendo 104 episodi in cartoni animati della durata di un minuto, diretti da Juan Padrón e trasmessi, in Italia, da Rai 2. L’Italia festeggia i quarant’anni del popolare personaggio di Quino con la mostra itinerante “In viaggio con Mafalda”, |
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